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Intervista a Caterina Giovannini



giovanniniÈ la prima volta che si applica il concetto di “marketplace” al settore dei beni culturali, una novità assoluta che mette a rete il mondo dell’impresa, della finanza, della ricerca e delle istituzioni. Presidente, in sintesi, i motivi che hanno portato Assorestauro a siglare questa importante partnership strategica quinquennale con DNA.italia.
E’ sotto gli occhi di tutti il difficile momento che tutto il comparto dei beni culturali sta attraversando, soprattutto dal punto di vista delle aziende. In questo contesto è molto stimolante e innovativo l’approccio di DNA.italia in confronto a quanto offre attualmente il panorama della promozione e della comunicazione nazionale. Rinnovarsi per superare la crisi è una sfida che ci deve vedere uniti ed è per questo che la proposta  di partnership fra Assorestauro e DNA.italia deve rappresentare un momento di integrazione e di sintesi. In questo caso la novità di DNA.italia non è una debolezza, ma un punto di forza per scrivere nuove regole e nuovi modi di comunicare la realtà aziendale. Gli eventi di comunicazione devono rappresentare qualcosa di più della tradizionale vetrina, ma la messa in rete delle aziende e incrementare le opportunità di business. Assorestauro ha quindi fortemente voluto questa partnership, proprio per fornire ai suoi associati un servizio nuovo e migliore.

Il ruolo dell’associazione sarà molto attivo nell’organizzazione dell’evento, che prevede una serie di iniziative durante tutto l’anno, in attesa della manifestazione vera e propria. Quali le priorità, per Assorestauro, nei programmi da sviluppare?

Territorialità e tematicità devono rappresentare due linee guida. Il comparto dei Beni Culturali è per sua natura una filiera di aziende che vanno dalla diagnostica alla comunicazione, quindi con necessità e bisogni diversi che vanno concretizzati in incontri tematici. Al nostro patrimonio culturale diffuso va dato un ulteriore aiuto valorizzando nelle varie regioni le realtà, soprattutto piccole e nascoste, che possono avere difficoltà a comunicar il proprio know-how nei tradizionali eventi fieristici.


DNA.italia, tra le novità proposte, intende puntare sulla presenza delle start-up tecnologiche che offrono qualcosa di nuovo al mercato. In questo progetto che ruolo avrà l’associazione?

Un buon numero di associati è rappresentato da aziende a forte componente tecnologica. Tutte puntano sull’innovazione e sul contributo che la tecnologia può fornire alla salvaguardia e alla valorizzazione del nostro patrimonio storico artistico, quindi anche su questo campo Assorestauro e DNA.italia hanno un linguaggio comune.

Infine, DNA.italia è l’unico evento che offre una visione futura, ampia e articolata, per il settore dei beni culturali, una opportunità in grado di far nascere sinergie, che considera il patrimonio culturale come viatico capace di valorizzare un ampio indotto. Il messaggio che Assorestauro vuole trasmettere qual è?

Innovarsi, integrarsi, internazionalizzarsi, farsi rete e sistema per superare la crisi e per far sì che le aziende italiane rafforzino il ruolo di eccellenza nell’approccio al mondo della Conservazione.

 

 

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