
L’associazione “Conservare per Innovare” (CXI) a DNA.italia. Ne parliamo con l’arch. Marialuce Reyneri, uno dei soci fondatori dell’associazione, per scoprire i programmi in atto e le sinergie con DNA.italia
Perché nasce CXI e di che cosa si occupa?
“Conservare per Innovare”, più semplicemente detta CXI, è un’associazione nata da un gruppo di professionisti (nella foto i soci fondatori di CXI), uniti dal desiderio di condividere una grande passione rivolta alla tutela e promozione del nostro patrimonio culturale.
L’obiettivo che CXI si pone è quello di dare un contributo ai temi della conservazione, promuovendo incontri mirati a creare un dibattito critico in questo settore, attraverso l’organizzazione di visite a beni culturali, cantieri di restauro e laboratori artigiani, convegni, workshop di aggiornamento e formazione, mostre ed iniziative editoriali.

Tra le recenti attività vi è “Cantierando 2011”, di che cosa si tratta?
Il progetto di Cantierando vuole esplorare insieme ad architetti, restauratori, tecnici del settore quei beni meno conosciuti presenti sul territorio piemontese, allo scopo di stimolare scambi di esperienze tra diverse discipline, per contribuire ad un arricchimento culturale e professionale dei partecipanti.
Quest’anno, visto la ricorrenza dell’anniversario dell’Unità d’Italia, si è scelto un percorso di visite alla scoperta dei tesori culturali, artistici e paesaggistici del Piemonte, che hanno contribuito a scrivere pagine della storia risorgimentale: “CANTIERANDO 2011 NEL RISORGIMENTO”.
CXI sarà presente a DNA.italia, il primo e unico marketplace dei beni culturali, con un convegno. Può darci qualche anticipazione dei temi che verranno trattati e della partecipazione all’evento?
L’intenzione è quella di stimolare un dibattito sui risultati di eventi come quelli promossi per l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, mirati alla valorizzazione e conoscenza del nostro patrimonio; fornire stimoli per promuovere un territorio di straordinario valore storico, architettonico e artistico, qual è quello piemontese, obiettivo che può portare ad importanti ricadute economiche e occupazionali.
È nostra intenzione coinvolgere anche in fase di convegno le istituzioni e gli enti privati che hanno collaborato con noi per la realizzazione di “Cantierando 2011 nel Risorgimento”.
DNA.italia si preannuncia come un evento unico nel settore dei beni culturali, che importanza riveste questo evento nel panorama attuale e che contributo vorreste offrire?
In questi giorni in cui è molto forte il dibattito sul ruolo della cultura, a seguito dei tagli apportati in questo settore durante quest’ultimo anno, è importante che DNA.italia si ponga l’obiettivo di sensibilizzare un pubblico crescente intorno alle attività di restauro, da intendersi non solo come recupero e valorizzazione del singolo bene, ma anche come fattori di promozione del nostro territorio. Il contributo che pensiamo possa offrire la nostra associazione è quello di coinvolgere il pubblico di appassionati e cultori della materia, che hanno partecipato alle visite di Cantierando, in un dibattito conclusivo di confronto sulla valorizzazione dei beni culturali, coinvolgendo gli enti locali e le associazioni, che a vario titolo, operano sul nostro territorio.