
Consorzio San Luca per la cultura, l’arte e il restauro come partner a DNA.italia: “Siamo positivi rispetto al futuro: crediamo nell’armonia e nella diffusione del sapere. Nel campo del restauro dei beni culturali c’è bisogno di maggior dialogo, specialmente da parte di chi detiene i beni culturali. Tutte le opportunità di dialogo-scambio, e DNA.italia a maggior ragione, contribuiscono a sottolineare l’importanza di questi argomenti.”
Ne parliamo con Luca Emilio Brancati AD del Consorzio.
Anche quest’anno Consorzio San Luca sarà presente, come partner, a DNA.italia, il primo e unico marketplace dedicato al patrimonio culturale. Come nasce la scelta di affiancare questo evento innovativo?
Il Consorzio San Luca, nato per volontà di un gruppo di imprese artigiane attive nel settore della conservazione di beni culturali, dell’alta decorazione e della comunicazione, ha nel proprio dna il lavoro di gruppo e riteniamo fondamentale alimentare continuamente il nostro network. L’attività dei nostri consorziati è orientata alla creatività e siamo fortemente interessati a tutte quelle novità in campo tecnologico che possono riguardare la nostra crescita professionale.
Il Consorzio, nello spirito di rinnovamento continuo e di collaborazione, è per propria natura aperto al confronto.
Obiettivo di DNA.italia: far nascere sinergie tra imprese, progettisti, finanza, istituzioni e associazioni che operano nel settore dei beni culturali. Alla base, la consapevolezza che il nostro patrimonio culturale sia il viatico capace di valorizzare un ampio indotto. Una chiave di lettura diversa rispetto a tutti gli eventi fino ad ora in atto nel settore. Qual è il vostro giudizio a proposito di questa formula innovativa?
Tra le ragioni fondanti del Consorzio San Luca vi è la semplificazione delle operazioni di routine e, per converso, la moltiplicazione delle occasioni di crescita grazie ai link che si stabiliscono tra i differenti network consolidati delle singole imprese consorziate. Il beneficio del lavoro di equipe tra professionalità diverse fa parte del nostro quotidiano e non sono poche, oramai, le esperienze vissute a dimostrazione di quanto questo possa diventare proficuo.
Se possiamo contribuire, perciò, alla realizzazione di un luogo di incontro per la costruzione di ulteriori sinergie, siamo in prima fila: proprio come è successo per la prima edizione di DNA.italia, in occasione della quale ci siamo proposti, noi per primi, con un programma culturale senza aspettare che l’organizzazione ci venisse a cercare.
Anche il Consorzio San Luca ha scommesso il proprio futuro sul patrimonio culturale e sulla forza trascinante dell’armonia, per perseguire la quale pone al centro della propria attenzione il “bello” e principi quali collaborazione, lealtà, onestà, unità e rispetto reciproco
Consorzio San Luca parteciperà in modo attivo al programma culturale di DNA Italia. Che cosa è previsto, nel dettaglio?
Il Consorzio San Luca collaborerà alla realizzazione di alcuni eventi del programma culturale:
Durante DNA.italia, Consorzio San Luca, così come gli altri partecipanti, avrà modo di dialogare con diversi soggetti: con quali interlocutori nello specifico vorreste entrare in contatto e che opportunità vi aspettate di poter cogliere grazie a questo grande appuntamento?
Innanzi tutto contiamo di riuscire a condividere e a dialogare con gli altri partecipanti/espositori, cosa che di per sé sarebbe già un buon risultato. Ma ancor di più speriamo nell’opportunità di conoscere quei professionisti che possono andare ad arricchire il nostro network di collaboratori e fornitori, così da poter continuare a migliorare la qualità del nostro lavoro.
Infine, in qualità di operatori specializzati, avete una visione chiara dei problemi ma anche delle potenzialità di sviluppo di questo settore: vi è un messaggio particolare che volete comunicare all’esterno?
Siamo positivi rispetto al futuro: crediamo nell’armonia e nella diffusione del sapere. Nel campo del restauro dei beni culturali c’è bisogno di maggior dialogo, specialmente da parte di chi detiene i beni culturali. Nel settore dell’alta decorazione la proposta culturale del “saper fare” come da tradizione potrà riportarci all’apprezzamento di quanto abbiamo ricevuto in eredità dai nostri avi. Tutte le opportunità di dialogo-scambio, e DNA.italia a maggior ragione, contribuiscono a sottolineare l’importanza di questi argomenti.