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Virtualità e Beni Culturali

5 domande a Davide Borra

esperto di 3D e titolare di NoReal.it

(stand MIMOS - 3D Company Network)

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Virtualità e Beni culturali: un matrimonio ormai consolidato?

Le rivoluzioni tecnologiche hanno sempre causato qualche cattiva interpretazione
per poi vedere affermarsi una sempre migliore capacità d'uso e di sfruttamento
da parte di una larga maggioranza di persone. Il virtuale è materia giovane
e c'é ancora parecchia strada da fare per comprenderne a fondo le potenzialità
sia espressive che applicative. (...) Se qualcosa di buono abbiamo fatto nei quindici
anni passati, è stato l'aver avuto la possibilità di fare ricerca, sperimentare,
scontrarsi e confrontarsi con i tutori culturali delle Soprintendenze,
condividere le esperienze nei workshop internazionali, farsi contaminare
da altre discipline. Tutti elementi che agevolano il consolidamento

tra il virtuale ed i beni culturali.

NoReal, di cosa si occupa? Quali soluzioni proponete per i Beni Culturali?

NoReal è una tra le prime 3D Agency europee, un'agenzia di comunicazione
specializzata nella produzione di contenuti 3D, partendo da ogni tipo di dato
disponibile per l'utilizzo finale su un grande numero di applicazioni e piattaforme
hardware e software oggi disponibile. Possiamo elencare proiezioni stereoscopiche,
monitor auto-stereoscopici, applicazioni di realtà virtuale e realtà aumentata, mondi
virtuali, applicazioni per dispositivi mobili. Affianchiamo alla produzione, il servizio di consulenza strategica sulle possibilità di integrazione tecnologica nei musei e sulle
buone pratiche d'uso della virtualità in azienda. Per i Beni Culturali abbiamo alcune
produzioni specifiche: ad esempio, le anastilosi virtuali, ossia i modelli 3D
delle ipotesi di ricostruzione o completamento di un reperto, un edificio

o un'intera area archeologica.

Qualche esperienza particolarmente interessante?

Opto sicuramente per due tra le più recenti anastilosi virtuali. La prima é quella
della Torre di Vendicari, che è stata presentata l'anno scorso al Salone DNA Italia,
sia nello stand aziendale che nel Padiglione Archeovirtual, con un grande effetto scenografico grazie al megaschermo da 103'' stereoscopico

messo a disposizione da Panasonic. (...)

La seconda esperienza è quella ancora in corso, sulla Villa dell'Imperatore Traiano,
una villa di piaceri estiva, posta sugli altipiani di Arcinazzo Romano,
a 60Km dalla capitale. In questo caso ho puntato la narrazione sull'impatto

paesaggistico e sulla riproposizione esatta dei ruderi, più che sull'impatto scenografico della ricostruzione virtuale, anche perché le certezze sull'anastilosi sono davvero poche.

Quali prodotti e servizi presenterete a DNA Italia?

NoReal si presenterà insieme alle aziende del 3D Company Network, la filiera di MIMOS che si occupa di servizi e tecnologie per il Virtual Heritage.

I visitatori potranno interagire con più di un'applicazione, sia sulla postazione desktop dello stand, che nella 3D Virtual Room che abbiamo allestito proprio di fianco:

- “AR-Etruschi”, un'applicazione di realtà aumentata sviluppata per la mostra

“Estruschi in Europa 3D” oggi visitabile a Trento;

- le anteprime video in 3D della Villa di Traiano ad Arcinazzo Romano;

- un modello 3D interattivo stereoscopico navigabile della Villa di Traiano;

- il video didattico in 3D “Netes, agente di fiume” che insegna ai bambin

i il rispetto per un bene non solo culturale, un fiume;

- gli “Archivi Multimediali del Restauro” un format di costruzione di un database
interattivo multimediale di tutti i documenti relativi ai restauri

del Tempio di Giunone nella Valle dei Templi di Agrigento.

Per i Beni Culturali cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro?

I dispositivi mobili, i nostri telefoni, diverranno sempre più degli strumenti
di interazione con ambienti reali e virtuali che troveremo nei musei, ma anche
nel salotto di casa nostra. Questi sistemi saranno sempre più grandi, avvolgenti
e “responsivi” ovvero interattivi con l'utente. E l'utente, a sua volta,
si troverà sempre meno solo davanti allo schermo, perché oltre alle persone che
saranno intorno a lui, reali, ci saranno avatar collegati via rete che potranno
comunicare a grandezza naturale. E la virtualità e la realtà si sovrapporranno
in modo molto più intimo ed intrecciato di quanto lo possano fare oggi, permettendoci
di “avere l'informazione che ci serve, dove ci serve, nel modo in cui ci serve”.
(...)

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