| Tavola rotonda organizzata da La Venaria Reale |
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La recente esperienza della Reggia di Venaria, inaugurata nel 2007 e divenuta in pochi anni il quinto polo italiano del turismo culturale, mostra chiaramente come il patrimonio storico-artistico possa esser considerato una delle principali risorse economiche del nostro Paese. All’interno di tale patrimonio, le residenze reali presentano caratteristiche peculiari. Se alcune di esse, infatti, sono veri e propri musei, mentre altre sono giunte sino a noi nella loro nudità architettonica, tutte costituiscono, ciascuna a suo modo, un grande deposito di memoria: un luogo che, oltre ai propri tesori, presenta il racconto della storia di chi le ha costruite e abitate. Valorizzare una residenza, significa quindi porsi anche il problema di una gestione con caratteristiche particolari, anche – se non soprattutto- in relazione al territorio, dove tale espressione va intesa sia in senso geografico sia in senso storico (se non politico). I casi presentati sono molto diversi fra loro, spaziando dal Palazzo Reale di Genova a quello di Napoli, dal sistema delle residenze sabaude a quello, in via di ridefinizione, delle residenze parmensi: in tale modo la discussione porrà a confronto i molteplici aspetti di tale variegata realtà. Modera: Intervengono:
Cristina Aschengreen Piacenti - Firenze, Museo Stibbert - Direttore
Luca Leoncini - Genova, Museo di Palazzo Reale - Direttore
Carlo Mambriani - Università degli studi di Parma, Facoltà di Architettura - Vice-direttore Dipartimento di ingegneria civile, ambiente, territorio e architettura
Paolo Mascilli Migliorini - Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia - Direttore-architetto del Palazzo Reale di Napoli
Andrea Merlotti - Consorzio «La Venaria reale» - Responsabile dell’Ufficio studi
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