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De Lettera Editore

 


Ivan De Lettera - De Lettera Editore

Due parole con Ivan De Lettera, responsabile della casa editrice De Lettera.

Quali sono le vostre principali pubblicazioni?

Siamo una casa editrice specializzata in architettura ed edilizia.
Abbiamo tre testate di riferimento:

Structural, rivista dedicata al settore dell'ingegneria strutturale;
Recupero e conservazione, la prima e unica rivista italiana dedicata al restauro architettonico e alla riqualificazione del patrimonio “costruito”;
City project, nata quattro anni fa, prima free press di architettura a livello nazionale.

Parallelamente alle pubblicazioni cartacee, abbiamo sviluppato tre portali specialistici sul web dedicati rispettivamente all'ingegneria, al restauro e all'architettura contemporanea.

de lettera

In che direzione sta andando il mondo dei beni culturali? Quali prospettive ci sono per il futuro?

L'Italia è senza dubbio un Paese con un patrimonio culturale inestimabile per ricchezza, notorietà e diffusione sul territorio, ma allo stesso tempo non sfrutta appieno le enormi potenzialità e opportunità che questo patrimonio offre. In Italia infatti c'è una consapevolezza culturale molto forte; ciò che manca è la capacità di gestire in modo efficace e di valorizzare questo immenso patrimonio, modificandone e ampliandone le modalità di fruizione.

Secondo lei in che modo DNA ITALIA può essere occasione di sviluppo della filiera culturale?

DNA Italia è un'occasione unica per mettere in contatto tra loro i protagonisti dei differenti ambiti della conservazione. L'argomento beni culturali viene finalmente affrontato da una nuova prospettiva. Finora, infatti, ci si era soffermati troppo sulla dimensione materiale dei beni culturali: si è sempre parlato molto di cantiere, di chimica, di restauro, trascurando i valori intangibili del bene. Si è sempre parlato poco di fruizione, di valorizzazione, di relazione. E proprio l'elemento “relazione” in DNA Italia diventa fondamentale. Attivando un contatto e un confronto diretto tra realtà apparentemente molto lontane tra di loro, si creano infinite occasioni di sviluppo dell'intera filiera. Penso a tutti quei soggetti che utilizzano ancora materiali tradizionali, e che a DNA Italia possono entrare in contatto con tecnologie provenienti da altri settori, per avviare strategiche opportunità di crescita aziendale. Mi riferisco non solo al digitale, ma anche ad altri elementi, come ad esempio i materiali compositi che vengono dal mondo della nautica (la basilica di San Francesco ad Assisi è stata restaurata con il carbonio, che proviene dal mondo aeronautico).
Il punto chiave è proprio questo: per la prima volta in una manifestazione si vuole porre l'accento sulla dimensione progettuale e gestionale del restauro. E non solo sulla conservazione tout court, ma sulla capacità propositiva di riprogettare l'esistente e metterlo in relazione con il contemporaneo.

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